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Elemosinatori di scopate virtuali

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Di sicuro ne conoscete a centinaia. Se siete donne e se avete Facebook sapete già a cosa mi stia riferendo. Sono i morti di figa da chat. Una di quelle piaghe sociali che solo gli illusi ottimisti pensano di poter debellare. Ma non ti preoccupare, per tutte le donne è cosi. Devi solo imparare a conviverci. O a rassegnarti. Ma detto da una come me che ha fatto dell’apparire frigida una filosofia di vita non so se sia la migliore delle cose. Al giorno d’oggi è così, se sei un tantino intelligente lo capisci. Se non ridi a squallide battute da bar per camionisti sei classificata in automatico come stronza snob illusa. Un appellativo che ti daranno tutti quelli a cui non darai la ben che minima possibilità di farti scopare. Perché che tu lo voglia o meno è cosi. Solo quello conta. E su Facebook più che mai. Questo lo sanno già le ragazze che sono fidanzate. Nessuno vuole chattare con una fidanzata. Se non si ha la possibilità di scoparsela inutile chattarci. Questo è il triste monito che attende tutte coloro che su un social network si illudono di migliorare la loro vita sociale da fidanzate. Per le altre il discorso è più complesso. Ma non c’è bisogno neanche che ve lo dica. Lo vedete voi stesse. Entrate in chat ed eccoli. In fila con le loro inutili banalità pronti a sembrar simpatici per di entrare nelle vostre grazie. Come stai bella, ti stavo pensando, quando sei libera. Queste ed altre ovvietà a cui ben presto farete il callo nella speranza che ci sia di meglio. Meglio che forse non otterrete mai. È un continuo fiume di pettegolezzi che vi aspetta. Informazioni su cose e persone di cui non vi interessa ma a cui darete la massima attenzione. Tutto per la socialità. L’unico ordine che conta. Se non sei sociale non sei nulla e quindi al diavolo l’orgoglio, il proprio modo di vedere la vita, i valori, al diavolo tutto, quel che conta è sembrare simpatici. E al diavolo anche il non essersi mai considerati simpatici. Del resto chi non pensa di essere simpatico? Nessuno. Viva i simpatici, quelli che dietro le loro risate pensano solo al modo più veloce per scoparti. Un posto appartato. Una scusa buona dopo. Tutto è programmato. Programmato per l’unica cosa che conta. Scopare. È la socialità che te lo impone. La stessa socialità di cui una donna che possa esser definita tale si è rotta il cazzo. Si rischia anche di sembrar petulanti ma poco conta a dispetto di tutti quei falsi sorrisi a cui sei stata disposta a prostrarti. Sorridi per gli amici. Sorridi per quelli ce ti vogliono scopare. Sorridi per tutti. Ed è cosi che il sorriso diventa la metafora stessa del tuo non sentirti appagata come donna dalla tua vita sociale. E lo capisci guardando la tua bacheca degli amici. I nomi si mischiano. Nomi, cognomi senza alcuna importanza. Gente di cui non ricordi nulla e che si rivolge a te come se foste cresciuti insieme. Ipocrisia. Opportunismo. Disperata voglia di scopare. Questo li spinge a quei continui e ripetuti complimenti a cui tu donna non hai bisogno. Sei bellissima. Sei stupenda. Amore. Tesoro. Vita mia. Aggettivi senza senso dettati solo da continui appagamenti corporali. Scopate. Chiavate. Trombate. Sesso. Tutto per quello. Tempo speso con te ignorando tutto di te. Chiacchiere superficiali. Battute forzate. Risa tra i denti. Tutto pur di elemosinare una scopata. Orgogli di uomini messi sotto i piedi, cancellati, forse mai esistiti. E tutto per scopare. Ci sono donne che l’hanno accettato. La definiscono una voglia naturale. Altre ancora la considerano una chiara mancanza di rispetto. Per me è solo la disperata voglia di sentirsi migliori. Il numero, la quantità, è questo che conta, null’altro per sancire al mondo il proprio valore di uomini. E poi ci sei tu che tornando a casa dopo la scopata che pensi di aver voluto resti sola a guardarti allo specchio. Forte vuoi apparire, emancipata, moderna, eppure la fragilità non ti ha mai abbandonato. la ritrovi li ogni notte, quando sola in stanza trovi il tempo di pensare, lo fai e non vorresti, stringi il cuscino e vorresti solo non esser cosi desiderosa di affetto. Poi ti riprometti che non succederà più, perché ti piace fare la vittima. E’ più facile dire che sono tutti stronzi piuttosto che sembrare fragile, piuttosto che sembrare facile. Ed è quello il momento in cui capisci di non essere diversa da tutti quelli che critichi. Tutti elemosinano scopate. Anche tu.

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Scritto da il 17.04.2011 alle 12:42
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