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Wikipedia in sciopero

Wikipedia in sciopero, che senso di vuoto. In Italia siamo abituati agli scandali, questo non è in dubbio, però diventa disgustoso poi osservare come alcune norme diventino addirittura alienanti.

Wikipedia in sciopero

La cultura è per tutti! Le intercettazioni, verità nascoste, le manovre governative fatte sottobanco, sono realtà invisibili con cui riuscivo a convivere. Avevo comunque la sicurezza di poter poi, qualora e quando lo volessi, esprimere ciò che pensavo senza alcuna limitazione. Vasco rossi si offende per i contenuti di un sito di Satira! Wikipedia in sciopero ostacolata dalle norme sull’intercettazione! Citando lo stesso portale: “Quindi, in base al comma 29, chiunque si sentirà offeso da un contenuto presente su un blog, su una testata giornalistica on-line e, molto probabilmente, anche qui su Wikipedia, potrà arrogarsi il diritto — indipendentemente dalla veridicità delle informazioni ritenute offensive — di chiederne non solo la rimozione, ma anche la sostituzione con una sua “rettifica”, volta a contraddire e smentire detti contenuti, anche a dispetto delle fonti presenti. “  Tra poco i calciatori denunceranno gli opinionisti sportivi dopo le partite? Non mi sento in democrazia. Non voglio dilettarmi solo per il gusto di far polemica forse offuscato dalla rabbia del momento ma mi viene da dire “Non siamo in Cina”  Il regresso è all’apice della filosofia di chi comanda  “Azzardo Ubi maior, minor NON Cessat[ndr]“. Ecco l’annuncio ufficiale da parte dello staff di Wikipedia.org. Cristian Mezzo.

Wikipedia in sciopero cosa ne pensi?

WikiLove – la svolta social di Wikipedia

Una svolta quanto mai inaspettata per Wikipedia. A giorni è stato introdotto all’interno della più grande enciclopedia virtuale open source del web una particolare funzione denominata semplicemente “love“, un tasto attraverso cui gli utenti possono esprimere le proprie preferenze riguardo questo o quel contenuto specifico. Una vera e propria svolta social per Wikipedia il cui tasto “love” sembra ripercorrere la falsa riga del ben più conosciuto e collaudato “like” di casa Facebook. Questo non vorrà dire che Wikipedia si appresta ad entrare nel mondo dei social network, ma una mossa del genere non può che far intuire come anche il mondo del sapere virtuale sia stato influenzato dall’espandersi a macchia d’olio delle piattaforme della socialità virtuale. Attualmente il tasto WikiLove è stato progettato solo per l’utilizzazione all’interno dei forum di discussione al fine di esprimere apprezzamenti verso commenti o utenti. Sembra essere che Wikipedia voglia testare la nuova funzione e capire, nel caso abbia il successo e l’approvazione sperata da aprte degli utenti, se sia il caso di introdurla anche nelle restanti pagine dell’enciclopedia.

Wikipedia – aumentano gli iscritti

Le stime parlano chiaro. Il numero di persone disposte ad iscriversi su Wikipedia partecipando attivamente al progetto di condivisione del sapere più famoso al mondo sono in costante aumento. Segno questo che il sito nonostante il suo essere privo di lucro riveste ancora un fascino considerevole tra gli internauti. Le pagine nate giornalmente sugli argomenti più disparati solo sulla versione inglese ammontano a circa 1800, contro circa le 60 del 2004. Ma ciò che stupisce non è solo la quantità di persone che attivamente vi partecipino ma come i nuovi contenuti siano ritenuti dai supervisori del sito come accettabili e quindi non necessitati di essere modificati da questi ultimi. Il controllo delle pagine del resto rappresenta una se non la maggiore attività per gli sviluppatori di wikipedia il cui compito è controllare l’attendibilità delle informazioni immesse sul sito, operazione questa necessaria per permettere a Wikipedia di primeggiare quando si tratta di sapere on line. Riferendoci alle ultime stime lo scetticismo che circondava il sito sembra essersi quasi del tutto diradato. Dieci anni fa pochi avrebbero scommesso sulla buona riuscita del progetto mentre oggi Wikipedia è uno dei pilastri del web. Ma la sua forza sono come detto gli utenti che con gli anni si sono via via specializzati negli argomenti trattati in base anche ai paremetri più rigidi che wikipedia ha imposto per garantire un’informazione quanto più dettagliata possibile. Monito che non sembra aver scoraggiato i più, infatti a quanto risulta sono proprio i nuovi utenti quelli per chi non c’è bisogno di una revisione dell’articolo, segno questo di una sempre maggiore preparazione argomentale di chi decide di scrivere su Wikipedia. E le notizie positive non finiscono qui. A questa si aggiunge il calo drastico di chi per scherzo o goliardia decide di scrivere finte notizie, aspetto destinato a diminuire nel tempo. D’altronde dedicare il proprio tempo ad un progetto simile non è da tutti e se proprio si ha voglia di condividere il proprio sapere e quindi il proprio tempo col mondo ne deve valere davvero la pena.

Primo sito Wiki – la nascita sedici anni fa

Il nome Portland Pattern Repository ai più non dirà nulla eppure sedici anni fa quando nacque fu il primo sito wiki di internet attraverso cui gli utenti potevano generare loro stessi e per la prima volta contenuti da diffondere nella rete. E’ appunto la filosofia di quel sito che al giorno d’oggi ha permesso la proliferazione di siti come Wikipedia, siti che permettono una florida cooperazioni tra utenti senza nessun tipo di vincolo nè spaziale nè culturale. La stessa idea che nel corso degli anni ne ha permesso la proliferazione grazie alla loro facilità d’uso sia nell’immettere informazioni e sapere sia nella mera fruizione di conoscenza. Il concetto di libera enciclopedia nasce appunto da li, da un tempo in cui internet era solo agli albori e qualcosa come Wikipedia si pensava fosse impensabile. Il tempo ha felicemente smentito tutto ciò. Del resto è questo che dovrebbe essere la cultura, uno strumento disponibile a tutti ed in qualunque modo, non una sorta di strumento elitario a disposizione di pochi fortunati. Basti pensare al concetto stesso di enciclopedia cartacea. Un tempo considerato un mezzo fondamentale ed indispensabile tale che ogni famiglia o quasi ne dovesse possedere una. Oggi al contrario l’idea stessa di spendere centinaia di euro per comprarne una sembra assurda. Chiamatelo progresso.