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Twitter raddoppia il suo valore


Una notizia passata sottotraccia ma che testimonia l’ennesimo successo di un progetto. Twitter raggiunge il valore di sette miliardi di dollari. Un trionfo per il sito di microblogging che ha visto raddoppiare negli ultimi sette mesi il suo valore economico. Ciò testimonia come nonostante l’agguerrita rivalità con Facebook e presto con il neonato Google+, Twitter continui ad avere un rinomato appeal verso tutti quegli utenti che lo hanno scelto per la facilità d’uso abbinata alla semplicità nel cercare le informazioni desiderate. Questi, tra gli altri, i motivi di un meritato trionfo.

Google oscura i messaggi in real time di Twitter

Sembra l’inizio di un neanche troppo velato atto di manifesta ostilità. Dal due luglio i famosi “tweet” di Twitter non compariranno nelle ricerche di Google in tempo reale, come al contrario accadeva quando si cercavano determinate notizie che di momento in momento erano le più rilevanti. Se si prendessero per buone le parole dei vertici di Google ci si dovrebbe limitare a pensare che sia semplicemente scaduto il contratto che legava il motore di ricerca al social network. Ma questa è solo apparenza. L’iniziativa sembra per lo più essere legata al rendere meno visibile uno tra i maggiori competitor del neonato social network Google+ in modo tale che in futuro la piattaforma digitale possa non avere concorrenti nelle ricerche in tempo reale. Mossa da parte dei vertici di Google che fa intuire come il cercar di primeggiare nel campo della socialità virtuale sia stato preso da parte dei suoi stessi vertici aziendali nel modo più serio possibile. E danneggiare oscurando uno dei maggiori microblog al mondo non può che far parte di questo piano.

Social network – la nuova frontiera del marketing

E’ il nuovo che avanza incontrastato. Con il proliferare continuo e costante di internet tra gli utenti, un fenomeno che è stato possibile osservare riguarda il mutamento delle dinamiche di fare marketing. Che se ne dica la rete ha sconvolto in modo viscerale l’approccio con cui una società si poneva nei confronti dei suoi possibili acquirenti. Una volta esisteva il volantinaggio. Poi ci sono state la radio e la televisione. Ora c’è internet. Lo si può intuire facilmente navigando in giro. Il web è colmo di annunci pubblicitari di società che hanno capito come pubblicizzare il proprio prodotto attraverso la rete possa portare molti più guadagni di quanto si potesse immaginare fino a pochi anni fa.

Ma è negli ultimi anni che le strategie di marketing sulla rete hanno subito un’ulteriore cambiamento. Fino a poco tempo fa, infatti, lo strumento principe a cui una società si affidava per essere conosciuta attraverso internet erano le mail. Ora non più. Soppiantate, come del resto non solo loro, dal proliferare dei social network. Non solo strumento di socializzazione virtuale ma anche sconfinata vetrina di potenziali acquirenti. E’ questo che risulta da recenti sondaggi secondo cui sempre più società decidano di creare vere e proprie campagne di marketing con l’ausilio dei più popolari social network, consapevoli che attraverso di essi si possa raggiungere una platea di milioni e milioni di utenti. Viral social marketing. Si intende con questa espressione un marketing fondato sull’uso dei social network e improntato verso la fidelizzazione dell’utente stesso che si sentirà quasi parte del tutto, avendo modo, proprio attraverso le piattaforme sociali, di essere continuamente aggiornato riguardo le novità di questa o quella azienda specifica. Basta guardarsi intorno. Facebook è pieno zeppo di pubblicità o link che rimandano a pubbllicità. In modo simile anche se meno invasivo lo stesso Twitter. Youtube al contrario applica una politica diversa limitandosi, se così si può dire, a costringere l’utente a guardare pubblicità prima di alcuni video particolarmente richiesti.

Il perchè di questa virata strategica è facilmente intuibile. Contrariamente alle email pubblicitarie che spesso l’utente medio cancella senza neppure aprirle, le pubblicità sui social network avranno ,oltre che una maggiore visibilità, anche più probabilità di destare una seppur superficiale curiosità da parte dell’internauta di turno. Tutto a vantaggio sia delle società che decidono di sposorizzarsi attraverso il social, che degli stessi social network che vedono di giorno in giorno aumentare i loro introiti pubblicitari. Tutti ci guadagnano a dispetto forse dell’utente costretto a sorbirsi pubblicità non desiderate. Ma questo è il marketing al tempo del Web 2.0. Prendere o lasciare.

Nuovo record per Twitter – 200 milioni di tweet al giorno

I numeri di un successo a lungo sperato parlano chiaro. Con i suoi 200 milioni di messaggi giornalieri Twitter si appresta a consolidare il suo ruolo di social network in costante crescita. A comunicarlo sono gli stessi vertici dell’azienda attraverso il blog ufficiale della società. Numero, quello di 200 milioni, che simboleggia più delle parole quanto sia cresciuto ultimamente la piattaforma di microblogging, considerando anche che appena due anni fa erano solo due milioni i messaggi scambiati ogni giorno dagli utenti. Un balzo in avanti che ha dell’incredibile, minato solo in parte da alcune ricerche secondo cui parte di questi 200 milioni siano messaggi automatici di siti usati a scopo pubblicitario e promozionale. Dato che però non scalfisce il potenziale di Twitter, e verso cui si nutrono le più alte aspettative, o almeno è quello che si augurano i suoi fondatori.

Twitter – il primo messaggio del Papa

Il chiesa cattolica e le nuove tecnologie. Potrebbe essere questo il titolo adatto vedendo le immagini, che hanno fatto il giro del mondo, che mostrano Papa Benedetto XVI approcciarsi ad una tecnologia di ultima generazione come l’iPad della Apple. Per l’occasione è stato anche aperto il profilo ufficiale Twitter del santo padre il cui primo Teeet è stato:

“Sia lodato Gesù Cristo
con le mie preghiere e la mia benedizione
benedictus XVI”

Un modo questo per cercar di far avvicinare il più possibile i fedeli alla chiesa cattolica, memore quest’ultima di quanto i social network siano diventati influenti nella vita di molti, e di conseguenza anche molti fedeli. Con questa che rappresenta a conti fatti un vero e proprio svecchiamento per una chiesa, come quella cattolica, abituata ad un rigore secolare ma che potrebbe essere in effetti una carta vincente dalle inaspettate ed ancora inesplorate possibilità.

Twitter, pubblicità ed utenti

La pubblicità, si sa, per un social network rappresenta uno dei maggiori e potenziali introiti economici. Per questo i vertici di Twitter sembrano essere favorevoli nell’introdurre messaggi a sfondo pubblicitario all’interno del “feed” di ogni singolo utente. Messaggi che dovrebbero apparire, secondo intervalli regolari ancora da stabilire, come se si trattasse di normali messaggi testuali scritti dai propri amici. Idea che, circolando per la rete, è stata vista subito con dissenso dalla gran parte degli utenti Twitter venuti a conoscenza della notizia. E considerando che Twitter fin ora può vantare nel mondo 300 milioni di iscritti forse non sarebbe il caso di inimicarseli con pubblicità invasive. Motivo per cui probabilmente in Twitter vireranno strategia cercando un approccio in grado si di creare introiti pubblicitari ma di non invadere lo spazio comunicativo di ogni singolo utente.

Utenti Twitter – i più istruiti tra i social network

Data la loro sempre maggiore capillarizzazione sul territorio mondiale i social network sono diventati uno degli strumenti maggiori per condurre sondaggi di svariata natura al fine di studiare i loro comportamenti degli utenti che esulano dal semplice stato virtuale. Per misurare il grado di istruzione degli utenti dei social network, PewInternet ha preso in esame le piattaforme virtuali con maggior seguito nel mondo. Facebook, Twitter, MySPace. Dallo studio risulta che gli utenti che hanno il maggior grado di istruzione siano quelli iscritti a Twitter il che fa intendere come il servizio di microblogging sia usato maggiormente da persone che non lo utilizzano, come altri social network, semplicemente per svago, ma sia considerato dai suoi stessi utenti come un valido mezzo di informazione e approfondimento. Il sondaggio è stato condotto solo sul territorio americano, ma è facile prevedere che tali risultati sarebbero stati simili anche altrove. Sembra proprio che il termine social network a Twitter stia fin troppo stretto.

Twitter e giornalismo – un rapporto consolidato

Twitter. Non solo social network ma anche il miglior strumento di informazioni in tempo reale per qualsiasi tipologia di giornalista. E’ innegabile infatti che, data la velocità e l’immediatezza con le quali vengono postate notizie sul social network, possa rappresentare uno strumento, se non il migliore, per reperirle nel più breve lasso di tempo possibile.
E’ da anni ormai che il web e il mondo dei social network offrono un aiuto considerevole all’attività di informazione ma con Twitter si raggiungono vette che non si erano mai toccate fin d’ora. Notizie brevi. Veloci. Di semplice fruizione. Sono queste le armi in più che Twitter può vantare e che lo hanno reso il social network principe per chi è alla ricerca di una determinata notizia. A dirlo sono i giornalisti stessi, che interpellati in un sondaggio, hanno fatto intendere come la piattaforma social rappresenti per loro uno strumento fondamentale. E’ ben il 47% di loro ad usare con assiduità Twitter e ad usarlo per ottenere maggiori informazioni. Del resto per un giornalista ciò che conta in primis è la tempestività con cui si da una notizia, e visto che su Twitter le notizie arrivano praticamente in tempo reale, ciò rappresenta un vantaggio a cui la maggior parte dei giornalisti non può non tenere conto.

Can I be your friend? – Approcciarsi nella vita reale come in un social network

Come ci si comporterebbe nella vita reale se si usasse lo stesso modo di approcciarsi ad un social network? Per rispondere a questa domanda ci viene in aiuto un video virale intitolato “Can I be your friend?” per promuovere l’opera teatrale di un compositore americano, Nico Muhly, dedicata per l’appunto al mondo dei social network e su quanto siano in grado di influenzare, anche nelle piccole cose, i comportamenti quotidiani di milioni di persone nel mondo. Il video è semplice e non mancherà di far sorridere. Il protagonista\attore è ripreso mentre si approccia nella vita reale ad ignari sconosciuti applicando le modalità di socialità tipiche dei social network, Facebook e Twitter fra tutti, quindi non mancheranno richieste di amicizia fin troppo esplicite, esprimere preferenze attraverso il famoso “I like” e persino commenti.

Facebook e Twitter vietati nelle trasmissioni radio-televisive francesi

Banditi da tv e radio francesi. E’ questa la legge entrata in vigore in Francia secondo cui sia Facebook che Twitter non potranno essere citati nè nominati durante le trasmissioni radio-televisive transalpine. Il tutto deriva da una legge del 1992 che prevede l’assoluto divieto di far pubblicità a qualsivoglia marchio o prodotto all’interno di trasmissioni televisive, evitando quindi di far, anche inconsapevolmente, pubblicità occulta ad un determinato prodotto. La legge, per quanto al tempo possa essere nata con scopi nobili, al giorno d’oggi però rischia di essere drammaticamente anacronistica e portar in sè numerose e troppe incongruenze di fondo che venti a anni fa avrebbero avuto un senso, ma al giorno d’oggi, tendendo conto delle enormi differenze che si sono avute nel sistema delle tecnologie di comunicazione di massa, per forza di cose, non può essere considerata al passo con i tempi. Sperando che le autorità francesi provvedano presto.

Twitter – sono 3 milioni le domande poste al mese sul social network

Non solo social network e microblogging. Twitter con gli anni è diventato anche una delle piattaforme preferite dagli utenti di mezzo mondo per porre domande nella speranza che, considetata la mole giornaliera di utenti che il sito stesso può vantare, ci sia qualcuno che abbia voglia e competenza per rispondere. Sono infatti circa tre milioni le domande poste ogni mese su Twitter, dato che denota come sia porprio grazie all’immediatezza della piattaforma social che migliaia di utenti al mondo trovano conveniente porre li domande invece che su altri siti. Le dinamiche con cui si pongono le domande variano da utente ad utente. Per quelli che hanno molti “followers” converrà porre domande pubbliche mentre per gli altri sarà più convienenite usare la messaggistica diretta domandando ad uno specifico utente. Ciò dimostra come anche in Twitter sia in atto una naturale evoluzione e quello che inizialmente erano nato come un semplice social network si sta trasformando pian piano in qualcos’altro.

Twitter e il photo sharing

Novità inaspettate in casa Twitter. Sembra infatti che il social network abbia intenzione di lanciare un nuovo servizio basato sul photo sharing, quindi sulla condivisione di foto da parte degli utenti. Come già accade su Flickr. Ancora non è chiara la strategia di Twitter, se abbia intenzione di svilupparlo lei stessa il servizio o se, come spesso accade in questi casi, si affiderà a società satelliti che avranno il compito di creare la nuova applicazione per poi successivamente acquisirne i diritti. Un tale servizio sembra far parte della naturale evoluzione del servizio di micro-blogging che, per quanto fin ad ora la semplicità e l’immediatezza dei messaggi ne hanno decretato il successo, sa che tale formula fortunatanon potrà ripetersi all’infinito. Il cambiamento è l’unica mossa per poter crescere.

Twittamentary – il mondo di Twitter in un documentario

Tutto nasce da un’idea di un regista di Singapore. Il progetto è semplice. Descrivere attraverso un documentario la vita giornaliera degli utenti che utilizzano Twitter quotidianamente. Un’iniziativa ambiziosa quanto sperimentale. Cosi nasce Twittamentary, un vero e proprio documentario sul mondo di Twitter e che si propone di raccontare come il social network abbia cambiato la vita di milioni di persone nel mondo globalizzando la loro stessa idea di socialità. Il film comprende svariati racconti, scelti tra i tweet che quotidianamente vengono scambiati dagli utenti, utenti che dopo esser stati selezionati sono stati filmati durante un viaggio da New York a Chicago e da Chicago a Los Angeles, utenti che sono stati continuamente in contatto con il team di Twitter per interventi o aggiornamenti. Il film ancora in fase di post produzione avrà forma compiuta solo entro la fine di quest’anno e si propone come obiettivo, tra le altre cose, di far avvicinare anche coloro che fin ora si sono dimostrati scettici verso il mondo di Twitter.

Talebani e Twitter – quando il fondamentalismo incontra il web

Una pubblicità non richiesta. E’ quella che nell’ultimo periodo è stata costretta involontariamente a subire Twitter. Sembrerebbe infatti dati alla mano che il social network sia diventato il mezzo preferito dai talebani estremisti di mezzo mondo per comunicare tra di loro, soprattuto grazie alla facilità con cui i messaggi possono essere inviati ad una moltitudine di persone. Il mezzo perfetto che se opportunamente usato sarebbe in grado di coordinare mosse e spostamenti, oltre che meri messaggi di propaganda politica e religiosa. Messaggi in codice che se tradotti farebbero intendere l’appartenenza a gruppi islamici fondamentalisti, non per forza terroristi quindi, ma, come dimostra anche la storia, promotori dell’islam a dispetto di tutto e di tutti. Gruppi che concedono alla violenza un consequenziale spazio. Per ora si può notare come siano pochi a diffondere i loro messaggi filo-integralisti attraverso Twitter, una sorta di squadra pubblicitaria talebana, con lo scopo di far arrivare il messaggio a quante più persone possibili. A una tale attività non sono restati indifferenti molti governi occidentali consapevoli che tra i simpatizzanti potrebbe potenzialmente esserci frange violente e pericolose.

Inviato il primo tweet dalla vetta dell’Everest

Twitter oramai è usato in gran parte del mondo da una svariata tipologia di utenti ma nonostante ciò non ci si può non stupire dalla notizia di uno scalatore che giunto sulla cima dell’Everest decide per commemorare l’evento di inviare un tweet proprio dalla cima della montagna più alta del mondo. Si tratta di Kenton Cool noto scalatore britannico che alla fine della sua nona scalata all’Everest ha la stravagante idea di condividere l’impresa con il resto del mondo proprio attraverso Twitter. Ma al di là dell’impresa non si può non soffermarsi sulla tecnologia che permette tutto ciò possibile. Fino a pochi anni fa sarebbe stato impensabile poter comunicare da un luogo così inaccessibile ai più mentre oggi è praticamente possibile ottenere una connessione internet in qualunque luogo ci si trovi, sperduto o lontano che sia.