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Da Kinstone due nuovi tablet

Da Kinstone due nuovi tablet convertibili in netbook. Se gli Eee Pad Transformer prodotti dalla ASUS si sono posti a metà strada fra netbook e tablet, i nuovi tablet presentati da Kinstone durante la Hong Kong Electronics Fair, trovano questo connubio in una formula ancora più innovativa e versatile. I due nuovi tablet sviluppati della Kinstone hanno come sistema operativo il nuovo Android Ice Cream Sandwich, si basano su processori ARM, e hanno display da 7 e da 10 pollici. Per il modello da 7 pollici, si potrà scegliere fra una RAM 512 MB e una da 1 GB. Il prezzo base di questo modello sarà di circa 73 dollari per la versione con schermo resistivo e di 84 dollari per la versione con schermo capacitivo. Il modello da 10 pollici presenta una porta Ethernet, quattro porte USB, una HDMI e una slot SD. Il costo di questo modello sarà di circa 100 dollari. Entrambi i modelli presentano una buona fluidità di navigazione, anche con molte finestre del browser aperte. La caratteristica distintiva dei due tablet Kinstone, come detto ad inizio articolo, consiste nella cerniera, grazie alla quale è possibile unire il tablet con la tastiera, permettendo (a differenza del Trasformer) di roteare il tablet ribaltandolo sulla tastiera.

Sony SmartWatch, l’orologio Android

Sony SmartWatch, l’orologio Android. L’aspetto è quello di un normale orologio da polso, ma in realtà è un dispositivo di ultima generazione. Stiamo parlando dello SmartWatch, l’ultimo ultratecnologico prodotto di casa Sony.

Sony SmartWatch, l’orologio Android

Lo SmartWatch ha la caratteristica di poter essere sincronizzato con un altro dispositivo, come uno smartphone o un tablet, che abbia il suo stesso sistema operativo, cioè Android, per sfruttare le risorse e le funzionalità del dispositivo con cui sé in sincronizzazione. Collegando tramte Bluetooth lo SmartWatch ad un altro device, sarà quindi possibile accedere ed usare le applicazioni di quest’ultimo e sfruttare le sue funzionalità, come ascoltare musica con il lettore musicale, controllare le email, accedere ai social network (come Facebook e Twitter), visualizzare le chiamate e leggere gli SMS. L’hardware di SmartWatch è stato studiato e prodotto in modo da poter essere indossato come un comune orologio: resistente agli urti, all’acqua e alla polvere, nei suoi 1,3 pollici di display, lo SmartWatch può essere usato ed indossato in qualsiasi circostanza. Inoltre, i particolari bracciali che, come dei normali cinturini, servono per allacciare l’orologio al polso, sono intercambiabili e disponibili in diversi colori. Lo SmartWatch è stato lanciato dalla Sony solo sul mercato statunitense ad un prezzo di 149,99 dollari, ma potremo vederlo presto anche in molti altri paesi.

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Google Project Glass: gli occhiali per la realtà aumentata

Google Project Glass: gli occhiali per la realtà aumentata. Che negli ultimi anni la tecnologia ha compiuto passi da gigante è un fatto constatato, ma le ultime invenzioni di Google sbalordiscono più dell’impensabile.

Google Project Glass: gli occhiali per la realtà aumentata

BigG si ripresenta infatti con un prodotto non solo inconsueto, ma letteralmente fuori da ogni concezione tecnologica immaginabile: Google Project Glass, gli occhiali tecnologici con proiettore integrato posto su una lente, dal quale visualizzare informazioni in realtà aumentata e in tempo reale. Questi futuristici occhiali avranno un’interfaccia utente molto simile a quella di Android, personalizzabile cioè in base alle abitudini (come gli sport praticati) e alle necessità (come il tipo di lavoro) dell’utente che li indosserà. Dalla notizia di questo nuovo progetto targato Google si sono fatte largo sul web svariate parodie su questi “stravaganti” occhiali che, anche se di straordinaria innovazione hanno suscitato curiosità data soprattutto dall’inconsueto utilizzo. Una delle più simpatiche parodie racconta di un ragazzo che, mentre sta camminando per strada, riceve moltissime notifiche e pop-up riempendogli l’intero campo visivo e non permettendogli quindi di vedere dove poggia i piedi, facendolo inciampare praticamente ovunque. In realtà solo una delle due lenti sarà occupata dalle immagini proiettate, che dovrebbero inoltre essere traslucide in modo da consentire all’utente una visione bi-oculare. Della data di lancio di Google Project Glass non si sa ancora nulla, ma il co-fondatore di Google, Sergey Brin, si è recentemente mostrato in pubblico con un prototipo degli ultra-tecnologici occhiali: molti affermano che si è trattata di una “trovata pubblicitaria” e che erano dei semplici occhiali non funzionanti, altri invece dichiarano di aver visto dei riflessi su una delle lenti. In ogni caso, visto che nessuno li ha potuti indossare e provare, non ci resta che attendere ulteriori news in merito da parte di MrG.

Google Project Glass: gli occhiali per la realtà aumentata

Google Self Driving Car: la computer-auto by Google

Google Self Driving Car: la computer-auto by Google. La notizia del progetto ideato dal colosso Google, riguardante un’auto completamente automatizzata, è nota ormai dal 2010. Oggi, dopo aver precorso in modo del tutto sicuro più di 320.000 chilometri di test, i progettisti ci mostrano un video dimostrativo della Google Self Driving Car, con tanto di test drive non vedente all’interno dell’auto: Steve Mahan.

Google Self Driving Car: la computer-auto by Google

Gli ingegneri di Google, usando come “auto di base” una Toyota Prius sulla quale hanno eseguito l’esperimento, sono riusciti ad ingegnare un vero e proprio computer-guidata. Il video ci mostra chiaramente lo stato di avanzamento del progetto e la reale concretizzazione di questo. Secondo i tecnici di BigG, infatti, la tecnologia per realizzare una vettura simile esiste già, si tratta solo di trovare la giusta unione fra automatizzazione del veicolo e dei comandi computerizzati di questa nuova tecnologia. La particolarità di questa tecno-auto sta proprio nel fatto che può essere “guidata” senza conducente, non ha cioè bisogno di essere guidata in quanto le operazioni di guida sono svolte dal computer di bordo che sfrutta una serie di sensori, di telecamere e di laser per leggere i segnali stradali, per controllare presenza e distanza di eventuali altre vetture e per essere in grado di parcheggiarsi da sola. I pratica, l’unica cosa che si deve fare è sedersi a bordo e stabilire la destinazione.

Google Self Driving Car: la computer-auto by Google

Google Self Driving Car: la computer-auto by Google

Auto del futuro

Auto del futuro con l’evoluzione tecnologica e dell’ informatica, cresce a passi da gigante, che il baricentro economico mondiale si è spostato verso i nuovi giganti industriali in d’Asia,Cina e India, che l’urbanizzazione continuerà a ritmi serrati da Ovest ad Est ed aumenteranno le cosiddette megacity con agglomerati di decine di milioni di persone, richiederanno strumenti di viabilità ad hoc, senza poter più seguire le formule tradizionali. La prima battaglia da vincere sarà contro la CO 2 e i motoristi di tutta Europa hanno già dichiarato che senza le elettriche sarà impossibile scendere sotto la soglia di 95 g/km, imposta per il 2020.

Auto del futuro

Quindi la prima certezza è la fine del monopolio dei motori a combustione interna; ma anche la road map definita dalle più grandi Case automobilistiche, cioè oggi le auto del futuro ibride, domani le elettriche, dopodomani le fuel cell, potrebbe essere affiancata da altre soluzioni. Basti pensare all’uso del nucleare, Germania in testa, e l’impatto che potrà avere come nuova fonte energetica; ma l’interrogativo fondamentale tra i numerosi che ne vengono fuori dall’argomento”elettrico sì,elettrico no”, è che senso ha a questo punto investire le risorse necessarie per passare all’ Auto del futuro elettrica, se poi si è costretti a farle mangiare corrente elettrica in gran parte generata da combustibili fossili? Sarà Bruxelles a decidere se sulle strade d’Europa del 2020, ci sarà soltanto il 3% di auto elettriche, come previsto dai più scettici, o almeno il 10% come promettono i più ottimisti. L’altra grande sfida che ha l’automobile è quella sulla sicurezza; a dispetto di tutti i miglioramenti apportati in questo campo, il bilancio delle vittime su strada supera ancora i 30.000 morti l’anno nella sola Europa e nel resto del mondo le cose non sono di certo migliori. Le risposte che potranno essere offerte dalla tecnologia sono date dall’evoluzione dei sistemi di guida automatica: gli assaggi di questi ultimi anni sono stati il”cruise control”adattativo, i sistemi di frenata automatica, la ripetizione dei segnali di bordo e i controlli di corsia. Il passo da qui ad ipotizzare le auto del futuro capaci di muoversi in autonomia (l’aeronautica insegna che i piloti automatici sono nettamente migliori degli umani) è brevissimo; come pure nuovi materiali adottati, uso maggiore dell’illuminazione e l’entrata a bordo dei social network, che potrebbero risultare utili anche per la ricerca di un parcheggio o di una strada alternativa alla solita autostrada paralizzata. I quadri di bordo diventeranno comodissimi schermi unicamente a sfioramento per accedere a tutti i tipi di funzioni. Una cosa è certa: anche qui internet la farà da padrone e a questo punto il guidatore avrà meno libertà di divertirsi, ma anche di causare o subire danni. Ma adesso torniamo con i piedi a terra nel nostro mondo delle auto usate che è l’unica via per comprarsi un auto in questa epoca di crisi.

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eBook, strumento di elitè o vera rivoluzione

Per chiunque si sia rapportato anche solo superficialmente al mondo della lettura il termine eBook di certo non risulterà nuovo. Per chi invece non sapesse di cosa si tratta con il termine eBook si tende semplicemente a catalogare qualsiasi dispositivo hardware in grado appunto di leggere libri in formato digitale. Tale tecnologia nonostante si sia presto affermata in gran parte del mondo non è stata risparmiata da notevoli e a volte semplici e pretestuose polemiche. Ad ogni rivoluzione è sempre cosi del resto. Riguardo gli eBook le opinioni si sono divise sostanzialmente in due tronconi, tra chi li considera una nuova ed interessante tecnologia tale da permettere una più immediata e facile divulgazione di sapere e chi ne è profondamente contrario, palesando uno scetticismo dettato dalla forma digitale a dispetto di quella più comune cartacea. Ed è questo per l’appunto il culmine della polemica. Per i puristi, cioè per coloro che considerano la lettura solo ed esclusivamente in forma cartacea, è inconcepibile che venga tradita l’idea stessa di lettura come piacere, cosa che, a detta loro, farebbe un eBook. A tutto ciò però si dovrebbe fare una precisazione. Leggere libri in formato eBook può piacere o meno, ognuno può pensarla come vuole, ma se attraverso questo formato sarà possibile diminuire nettamente i costi di produzione, ad esempio risparmiando sulla carta, quindi sul prezzo stesso del libro, in tutto ciò non ne sarebbero i lettori/compratori quelli maggiormente avvantaggiati? La risposta ovvia propenderebbe per il si. Oppure forse le lobby editoriali consapevoli dei minori profitti che causerebbero gli eBook tendono neanche troppo velatamente a circoscrivere il fenomeno additandolo come semplice moda passeggera e in quanto tale di breve durata.
Il punto di risvolto credo stia nel mezzo. Per quanto si tratti di una un’ottima tecnologia chiunque è libero di pensarla come vuole e nel caso leggere libri nel formato che più gli aggrada ma questo del resto non dovrebbe creare uno scontro tra opposte fazioni, come quello che spesso avviene nel mondo editoriale, tra osteggiatori e promotori del fenomeno. Il punto di incontro dovrebbe essere semplice, permettere a chiunque di comprare il libro che desidera in entrambi i formati che vuole. E in Italia questo purtroppo non è ancora possibile. Come del resto accade drammaticamente spesso per molteplici fenomeni che nascono nel mondo anche riguardo gli eBook l’Italia sembra essere arrivata in ritardo. Del resto basta controllare i siti dei maggiori editori italiani per accorgersi come la scelta potenziale di titoli in formato digitale sia piuttosto risibile. Personalmente la diatriba tra libri in formato digitale e cartaceo, con le dovute differenze del caso, mi ricorda quella tra i CD e i vinili, e poi sappiamo tutti come è andata a finire. Ma d’altronde i numeri nel mondo parlando chiaro. Si pensi che nei soli Stati Uniti la vendita di libri in formato digitale nell’ultimo anno ha superato quella di libri in versione cartacea. Un dato prevedibile ma che lascia ugualmente sorpresi. La parola d’ordine in tutto ciò sembra comodità. Quella che possono vantare i libri digitali rispetto alla loro controparte cartacea. Come per la musica, come per i film, anche un libro digitale può essere facilmente comprato attraverso la rete, e comodamente da casa propria, tutti motivi per sta prendendo sempre più corpo tra gli accaniti lettori l’uso di eBook. Sarà solo una questione di tempo prima che i libri in formato cartaceo scompaiano del tutto.

Di seguito ecco una breve video recensione di uno dei tanti eBook in commercio