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Facebook e Poker on line – abbinata vincente

Non solo social network. Negli ultimi anni non sono solo le piattaforme sociali ad aver incrementato notevolmente i propri iscritti e di conseguenza il proprio guadagno, un altro fenomeno, nato anche’esso come prodotto di nicchia e ben presto spopolato anche nel grande pubblico, è quello del poker on line. Basta guardarsi intorno mentre si naviga per capire come quello che era nato per coinvolgere i fedelissimi del tavolo da gioco sia diventato un’attrazione in grado di appassionare esperti, principianti, o semplicemente coloro che avevano voglia di giocare scommettendo comodamente da casa propria. Ed è proprio la comodità con la quale si gioca che ha fatto la fortuna di centinaia di siti di poker nel mondo. Per questo non stupisce, dato l’immenso successo, che le piattaforme poker siano approdate anche sui social network. Oramai per Facebook esistono centinaia di applicazioni che permettono di giocare a poker attraverso il social network e a decretarne il successo sta anche nella familiarità degli sfidanti, non più sconosciuti, ma conoscenti, perchè a differenza di altri siti di poker su Facebook è possibile sfidare i propri amici rendendo l’esperienza se si può dire leggeremente più “reale” rispetto all’asettico virtualità dei classici siti di poker. Successo che sembra aver fatto protendere le altre piattaforme ludiche a modificare i propri siti affinchè si possa facilmente accedere ad essi anche tramite Facebook.

L’FBI chiude i maggiori siti di Poker

Sono tre i maggiori siti di Poker che l’FBI ha deciso di chiudere il 15 aprile. Infatti da pochi giorni Full Tilt Poker, Pokerstars e Absolute Poker non sono più disponibili per i loro utenti. La motivazione che ha portato ad un atto così risuluto è semplice. Da quanto risulta infatti detti siti sarebbero stati rei di aver aggirato alcune leggi federali in materia di transazione economica con l’aiuto di alcuni istituti di credito. Infatti sempre secondo l’ordinanza detti siti che svolgevano l’attività prevalemtemente nel territorio americano erano registrati all’estero, condizione che permetteva loro di aggirare alcuni cavilli leggi burocratiche e finanziarie. E’ stato proprio il loro rapporto con banche americane però a farli cadere in trappola, avendo ingannato gli istituti eroganti in merito alla loro situazione legal-territoriale o, ancor peggio, avendo creato una vera e propria rete di corruzione che aveva come vittime le piccle banche che pur di sopravvivere, a causa della crisi dilagante nel settore, decidevano volutamente di chiudere un occhio e di soprassedere riguardo la dubbia provenienza di alcuni fondi. Frode che è stata scoperta in tempo dalle autorità nonostante i siti, sentendosi alle strette, abbiano preventivamente chiuso i propri conti. Precauzione che non è bastata. L’FBI ha infatti arrestato i dirigenti rei di aver ingannato il sistema e con esso migliaia di giocatori on line. E’ del resto la sorte dei crediti on line quella che interessa ai più, insicuri sulla sorta che accadrà al credito che hanno accumulato col tempo giocando nei vari siti. Probabilmente sarà tutto più chiaro solo alla fine delle indagini. Ma stando a quanto rilasciano le autorità le sanzioni che potrebbero aggravare la situazione degli arrestato vertono attorno al riciclaggio di denaro e frode bancaria. Per un totale di 3 miliardi di dollari di danni.