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Ultime novità dall’eG8 francese

Con la conclusione di stasera del primo G8 di internet è già possibile tracciare bilanci di un’evento che ha portato con sè buoni propositi ed inevitabili dubbi. I timori maggiori riguardano senza dubbio la limitazione parziale della libertà su internet, secondo molti il vero motivo implicito di tutta la manifestazione. Anche per questo sarebbe lecito attendersi risposte sul come mai i governi più potenti del mondo si siano accorti solo ora dell’importanza di internet e come stia diventando nel corso degli anni un mezzo fondamentale di traino dell’intera economia globale. Probabilmente l’aspetto che sta più a cuore ai potenti del mondo. Perchè è proprio da internet che si dovrebbe partire in un momento come questo in cui serpeggia la crisi e la sfiducia verso l’economia è drammaticamente sempre visibile sui visi rassegnati delle persone. Internet questo dovrebbe essere, la novità in grado di ridare più entusiasmo a quei settori che negli ultimi anni sono stati le vittime predilette della crisi. Basti pensare che stando ai dati recenti negli ultimi 5 anni l’intera economia digitale varrebbe il 20% della crescita totale economica. Numeri pazzeschi che testimoniano come il commercio via web ormai non sia più considerato dall’utente medio come pericoloso o elitario. La manifestazione si è proposta inoltre di cercar di risolvere il problema del digital divide, cioè il divario tra chi ha un reale accesso ai mezzi di comunicazione e chi non ce l’ha, tematica che nel 2011 è di estrema attualità considerando come anche in paesi industrializzati ci siano territori non coperti da connessione internet. Cosa che avviene parzialmente anche in Italia. Sperando che ai buoni propositi possano corrispondere i fatti.

Il G8 di Internet – intenti dichiarati o meno

Il giorno è arrivato. Oggi prende al via ufficialmente la prima edizione del G8 di internet organizzato e fortemente voluto dal presidente francese Nicolas Sarkozy per affrontare i temi spinosi di internet. Tematiche a cui gli otto più potenti paesi della terra naturalmente non possono rimanere estranei. E’ con queste intenzioni che si apre il congresso che rappresenta nelle intenzioni quasi una sorta di antipasto del vero G8 che si terrà sempre in terra francese, a Deauville, il 27 e 28 maggio prossimi. I temi principali che saranno dibattuti durante il g8 di internet verteranno sulla protezione della privacy, probabilmente il tema più spinoso e che riguarda maggiormente i paesi coinvolti considerando come la privazione della stessa sia da considerarsi un reato vero e proprio e quindi perseguibile a normea di legge. Gli altri temi saranno incentrati su la net neutrality, il diritto d’autore e i timori riguardanti una nuova bolla speculativa che avrà influenze dirette anche sull’ecommerce, il commercio via web.
Presentando l’evento Sarkozy ha affermato che “internet libero è ormai un parametro per misurare la credibilità della democrazia oppure la vergogna di una dittatura” dichiarazione che neanche troppo velatamente rimanda alle recenti rivoluzioni nel nord africa che hanno trovato proprio in internet la linfa vitale per diffondere velocemente tra i popoli i messaggi di protesta. Ma al di là delle dichiarazioni di facciata ciò che preoccupa in molti è che l’evento possa rappresentare una sorta di collaborazione tra nazioni per cercare di veicolare le informazioni che si diffondono sulla rete. Anche questo potrebbero rappresentare le norme future previste per regolamentare con una maggiore e ferrea determinazione il cyberspazio, controllando anche se in modo implicito, ciò che per sua natura dovrebbe essere libero. Affermazioni che nessun capo di stato rilascerebbe mai ma è innegabile come il potere della parola sul web possa spaventare qualsivoglia sorta di governo, repubblicano o dittatoriale che sia. C’era un tempo in cui le informazioni potevano facilmente essere veicolate essendo solo la carta stampata e successivamente la televisione gli inici mezzi di comunicazione di massa. Ora questo limite appare assai lontano. E non tutti potrebbero considerarla una cosa positiva. D’altronde l’assioma su cui si fonda qualsiasi archetipo di forza governativa è la limitazione parziale della libertà del singolo. Non c’è da stupirsi che i Governi più potenti al mondo vogliano cerca di conoscere a fondo un mezzo che fino a poche decine di anni fa non rappresentava in alcun modo una potenziale minaccia.