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Yahoo! – sentenza italiana contro i link a siti pirata

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Una sentenza destinata a far parlare di sè. E’ quella secondo cui un tribunale italiano ha ptrevisto responsabilità oggettive anche per i motori di ricerca che attraverso le loro pagine rendano disponibili link a siti pirata. Infatti è per la prima volta nel mondo in cui un motore di ricerca, in questo caso Yahoo!, viene considerato anche se indirettamente responsabile della pirateria on line. Del resto sono proprio i motori di ricerca lo strumento attraverso cui qualsiasi utente alla ricerca di un prodotto piratato cerca di ottenere le informazioni di cui ha bisogno. La sentenza prevede che cercando di colprire gli stessi motori di ricerca il fenomeno della pirateria on line possa essere colpito nel profondo rendendo indisponibile, a chi li cercasse, qualsiasi sito che violi apertamente le leggi in materia di diritti d’autore. Con ciò si pone l’obiettivo di creare un vero e proprio controllo preventivo cercando appunto di debellare il problema all’origine, evitando quindi di essere costretti a colpire i singoli siti, che data la moltitudine e la netta crescita nel tempo, rappresentebbe un compito lungo e gravoso, ma rivolgendosi appunto ai motori di ricerca è come se si colpisse la vera fonte del problema, rendendo altresì i siti pirata privi di un mezzo pubblicitario attraverso cui farsi conoscere dalla rete. La sentenza ha lo scopro proprio di mandare un messaggio, infatti si legge tra le carte che Yahoo! anche consapevole della violazione delle norme sul copyright ha permesso che sulle sue pagine potessero apparire link a siti pirata, e per questo ne è colpevole. Con ciò del resto i giudici giudicanti vogliono cercare di istallare, o almeno queste dovrebbero essere le motivazioni, una sorta di paura in tutti i siti che prevedono motori di ricerca, creando un vero e proprio effetto domino. Invece per quanto riguarda altri siti come youtube o Google, il primo si limita a cancellare, previa segnalazione, video che infrangono le norme sul copyright, il secondo invece è solito bloccare le parole chiave che indirizzino direttamente alla pirateria riferito al sistema di completamento delle parole. Al contrario però tra i difensori di Yahoo abbiamo chi si oppone alla sentenza perchè si basa sulla pretenziosa affermazione che la società in tutto ciò sia colpevole quando poi non dipende da lei direttamente la maggiore o minore notorietà di determinate parole chiave e ciò potrebbe inscenare un clima pericoloso che finirebbe per danneggiare anche chi di colpe ogettive non ne ha. Yahoo dal canto suo si riserva di non rilasciare dichiarazioni fin quando non si saranno lette le reali motivazioni della sentenza. Questo sembra proprio l’inizio di una guerra inevitabile.

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Scritto da il 26.03.2011 alle 12:02
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