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Licenze commerciali: tutto quello che c’è da sapere.

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È cosa nota ormai che si sono realizzati dei consistenti progressi nel processo di liberalizzazione del commercio. Questo grazie all’entrata in vigore della legge n. 248 del 2006, più nota con il nome di Legge Bersani. In pratica, l’innovazione principale inclusa in questa legge era quella con cui si aboliva l’obbligo di possedere licenze commerciali per gli esercizi sino ad un limite massimo di 250 mq di superficie.

Con la Legge Bersani, infatti, chicchessia può assumere la decisione di aprire un negozio e di iniziare a vendere qualsiasi cosa, tuttavia, solo a patto che, tanto la merce venduta quanto l’esercizio, siano legali. Svaniscono, pertanto, le tabelle merceologiche ed è mantenuta solamente la divisione in due macro-settori, ossia quello alimentare e non. Tutto ciò vale sempre e solo per gli esercizi commerciali che presentano dimensioni massime di 250 mq, mentre per tutte le attività commerciali di superiori dimensioni sono ancora in vigore delle norme decisamente più selettive.

Per questo, se la vostra intenzione è quella di aprire un negozio o un’attività commerciale che supera le dimensioni designate, allora dovete avere in possesso una licenza, e se ne siete sprovvisti potete sempre farne richiesta o anche comperarla sul “mercato” della vendita di licenze. Com’è ovvio avere in possesso una licenza non è l’unico requisito indispensabile per poter aprire un’attività; ci sono difatti tanti altri doveri burocratici a cui è necessario ottemperare, proprio per questo la regola primaria è certamente quella di informarvi su ogni cosa. In linea di massima le cose da fare per poter aprire un’attività commerciale sono: l’apertura della partita Iva, la ricerca dei locali adatti alla propria attività o negozio, la determinazione del contratto d’affitto del locale medesimo, le norme riguardanti i contributi assistenziali, ma soprattutto guardarsi attorno per capire se sussistono delle agevolazioni o anche degli aiuti rivolti a specifici comparti, quali potrebbero essere ad esempio quello dell’imprenditoria giovanile oppure femminile.

Per quanto riguarda le modifiche rispetto al passato, limitatamente alle norme che trattano, per l’appunto, dell’apertura di attività commerciali nuove, si segnala che: non sono più essenziali requisiti di carattere professionale per poter dare avvio ad attività commerciali; non è indispensabile l’iscrizione ai registri dichiarati idonei ad eccetto del settore alimentare delle bevande; non sono più stabilite le distanze minime previste per gli esercizi appartenenti allo stesso settore; infine,  sono stati anche abrogati i limiti temporali e qualitativi per compiere vendite promozionali.

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Scritto da il 27.08.2012 alle 9:06
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