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La morte dell’anonimato come naturale evoluzione del web

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Destinato a scomparire con gli anni. L’anonimato. Quello che in un tempo neanche troppo lontano era quasi il principio cardine con cui i più si approcciavano ad internet in quanto strumento sembra inesorabilmente sull’orlo della cancellazione. Sono i tempi in cui ci troviamo a vivere che lo impongono. Se fino a cinque anni fa l’anonimato ancora imperava costante nella vita virtuale di molti, oggi, con l’avvento massiccio dei social network e con il loro susseguente bagaglio di vita vera sembra che non ci sia spazio per l’anonimato in quanto tale. Come se le due realtà, quella virtuale e quella reale, non possano essere distinte. L’una dipende dall’altra e viceversa. Lo si nota nei fatti della cronaca, al tg, leggendo un giornale. Da un assassino le cui motivazioni vengono ritrovate scritte nel social network di turno ad inchieste riguardanti politica ed economia. Tutto passa per la rete. E la rete, di suo, come naturale evoluzione non può che accettare informazioni che susseguentemente perdono il loro valore anonimo in favore di una tracciabilità immediata. E’ l’idea stessa del condividere tutto e con tutti che pone le basi stesse per l’evoluzione dell’identità virtuale che in quanto sempre più soggetta e padrona del reale non può prescindere da quella reale identificazione di sè che è alla base della fine di qualsiasi tipologia di falsità virtuale. Che sia un bene o un male solo il tempo saprà dirlo, Ma i lati negativi di quello che per molti era stata una grande conquista li stiamo già vedendo giorno per giorno. Bisogno solo aver voglia di guardare.

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Scritto da il 26.06.2011 alle 18:58
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