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Il rimpianto nelle macchine – Google finanzia il progetto

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Nell’immaginario collettivo il pensiero che le macchine un giorno possano prendere coscienza di sè è da sempre stato alla base della letteratura di fantascienza prima e del cinema poi, eppure quello che un tempo sembrava solo figlio di menti creative e fantasiose oggi si può non considerare così immaginifico. Che migliaia di ingegneri nel mondo stiano lavorando a macchine che cerchino, seppur sommariamente, di riprodurre aspetti del carattere umano è risaputo, motivo per cui di conseguenza si cerca di ottimizzare la realizzazione anche nel funzionamento della macchina. Proprio per questo, da semrpe propensa nella ricerca dell’innovazione Google sta finanziando i ricercatori della Tel Aviv University il cui ambizioso scopo è quello di costruire macchine in grado di imparare cosa sia il rimpianto, in pratica cioè una volta commesso un errore essere capaci di non ripeterlo nelle operazioni successive, memori dell’esperienza passata. Ricerca che potrebbe far fare un deciso passo in avanti all’intelligenza artificiale delle macchine, rendendo proprio l’aspetto “umanistico” la carta vincente di una macchina che al di là di meri calcoli è in grado effettivamente di correggere un proprio errore da sè senza alcun intervento esterno o manuale. Lo scopo è proprio quello di passare da un semplice “rimpianto virtuale”, tipico di una macchina, che paragona il risultato ottenuto con quello desiderato, ad un rimpianto che sia più simile a quello prodotto dalla mente umana, al fine di migliorarne l’apprendimento. Ed è proprio per questo che Google appare così interessata. Nella società si è consapevoli che una tale scoperta potrebbe notevolmente ridurre la tempistica di elaborazione dati.

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Scritto da il 14.04.2011 alle 19:03
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