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Italiani e Facebook – un amore complicato

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Italiani e Facebook. Facebook e gli italiani. Cambiando gli addendi ma il risultato non cambia. Negli ultimi anni, sarà sotto gli occhi di tutti, c’è stato una vera e propria esplosione d’amore tra gli abitanti del bel paese e il social network. Basti pensare che nel 2008, quindi appena tre anni fa, in Italia gli uteni di Facebook erano circa 1.3 milioni. Oggi siamo a oltre 19 milioni. Allora verrebbe da chiedersi cosa sia successo in questi tre anni, perchè il popolo italiano in un così breve lasso di tempo si sia innamorato in modo così incondizionato del social network? Le cause sono molteplici: dalla moda del momento al voler essere in continuo contatto con chiunque, ma al riguardo l’ultima al riguardo in ordine cronologico riguarda una ricerca del Censis, il Centro Studi Investimenti Sociali, secondo cui il rapporto tra gli italiani e Facebook sarebbe paragonabile ad una vera e propria patologia. Gli italiani sono malati di Facebook. E questo che sembra fuoriuscire dalle parole dei ricercatori secondo cui vale porre l’attenzione non sulla qualità del rapporto, bensì sulla quantità. Fa riflettere infatti la quantità di tempo che un utente medio decide di passare sul social network, circa 55 minuti giornalieri, a dispetto di un’altra qualsivoglia attività. Lo studio condotto considera come intervallo temporale dal settembe 2008, periodo in cui è avvenuto il primo boom di Facebook in Italia, fino a marzo 2011. Quasi tre anni in cui si è avuto modo di analizzare il comportamento medio di migliaia di soliti fruitori della piattaforma sociale e grazie ai quali è stato possibile tracciare un profilo psicologico applicato alla socialità virtuale. Ciò che traspare è come la virtualità non abbia sostituito la realtà, sarebbe fin troppo distopico persino immaginarlo uno scenario di siffatta drammaticità, ma come sia appunto il virtuale un mezzo, sennò il mezzo principe, per estendere le proprie conoscenze anche nella vita vera. Se non sei su Facebook non esisti. Sembra questo il triste monito che fa prendere sul serio il fenomeno Facebook ai ricercatori del Censis, una conseguenza che fa intuire come l’appartenza o meno al network possa rappresentare in tutte le sue drammatiche e paradossali conseguenze come l’unico metro di giudizio per giudicare anche il reale. Come se la realtà di riferimento fosse appunto il virtuale. Una contraddizione in sè. Ciò su cui vuole inevitabilmente la ricerca del Cesis non è quindi sull’utilizzo di un mezzo, giusto o sbagliato che sia, ma su quanto l’utilizzo dello stesso in modo così intimo e viscerale possa cambiare in modo che sfiora i contorni patologici anche le persone. Un individualismo sfernato tendente ad una crisi antropologica in cui morale ed amorale perdono conseguentemente il loro insito significato. Ne restano solo parole dai contorni sfumati. Come un qualcosa che non vale neanche più la briga di ricordare. Ciò deve far riflettere.

La seguente infografica mostra il consumo di Facebook nelle varie regioni d’Italia. La quantità totale di utenti registrati. Gli utenti che quotidianamente si connettono al network. La percentuale di maschi e femmine fruitrici del servizio. L’utilizzo di Facebook in base alle fasce anagrafiche.

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Scritto da il 09.06.2011 alle 13:16
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