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“Berlusconi is not speaking in my name” la protesta italiana viaggia sulla bacheca di Obama

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Non potevano non avere quell’inevitabile strascico di polemiche misto ad indignazione a cui il popolo di internet non è mai rimasto estraneo. Ieri in occasione del g8 in Francia Berlusconi non si è lasciato scappare l’occasione per rilasciare una dichiarazione secondo cui l’Italia “una dittatura dei giudici di sinistra“ al presidente degli Stati Uniti Barak Obama. Dichiarazione che considerando l’ufficialità del momento in breve tempo ha fatto il giro del mondo. Testate giornalistiche. Blogger. Qualsiasi sistema di informazione. Tutti hanno riportato con celerità la notizia tra lo sconforto e la presa di posizione contraria. In tutto ciò non sono mancati centinaia, migliaia di messaggi sui maggiori social network, Facebook fra tutti, per protestare verso una presa di posizione del presidente del consiglio italiano che giudicare inaccettabile sarebbe un eufemismo. In particolare molti utenti italiani hanno deciso di postare direttamente sulla bacheca pubblica di Obama su Facebook lo sdegno nei confronti di un presidente del consiglio nel quale non si riconoscono per nulla. “I’m sorry Mr president, I’m italian and Mr Berlusconi is not speaking in my name” il tono dei messaggi è semplice e diretto, non lascia nulla alle interpretazioni, ed è proprio questo che si augurano migliaia di internauti per consolidare e far arrivare un messaggio che sperano abbia la più alta cassa di risonanza possibile. E in questo non c’è luogo migliore che postarlo sulla bacheca dell’uomo più potente del mondo. Non una protesta, ma un’affermazione contraria per far capire al resto del mondo che in parte lo ignora o non se ne preoccupa come ci siano milioni di italiani che non si riconoscono per nulla nei capisaldi del pensiero berlusconiano e anzi cercano con ostinazione di discossarsene quanto più possibile.

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Scritto da il 28.05.2011 alle 12:21
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