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Apple accusata di omofobia

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La notizia è di quelle sua malgrado destinate a far parlare. Di questo l’accusa ne è sicura, come il termine che si erge impietoso. Omofobia. E’ di questo che si accusa la Apple dopo che la stessa ha deciso di pubblicare e rendere disponibile attraverso iTunes un’applicazione creata da un movimento cristiano-estremista che permetterebbe o perlomeno tenterebbe di aiutare a “guarire” dall’omosessualità. Scopo dell’associazione a quanto sembra è proprio quello di dare una mano a coloro che definendosi fedeli e intenzionati a seguire i messaggi della morale cattolica intendessero non perseguire più nel peccato. Al di là della palese stupidità ed inutilità di un’applicazione del genere, stupisce come la Apple abbia acconsentito alla sua pubblicazione su iTunes, considerando che la società della “mela morsa” si era strenuamente battuta per evitare che sui propri siti o a quelli riconducibili al marchio Apple fossero vietati qualsiasi contenuto di carattere pornografico, razziale, offensivo nei confronti sia dei singoli individui in quanto tali che riguardo comunità specifiche. E per quanto il sistema di controllo dei contenuti non si possa considerare efficacissimo, sarebbe impossibile del resto controllare ogni singolo contenuto, lascia perplessi come la Apple, azienda che ha sempre fatto dell’efficacia il suo marchio di fabbrica, abbia potuto permettere un autogoal di tale portata.
Non a caso poco dopo l’uscita dell’applicazione sono stati istuititi comitati tra alcune delle maggiori associazioni pro-gay americane per far si che venga rimossa tale applicazione, ricordando tra le altre cose come comportamenti simili anche se indirettamente omofobi abbiano creato in passato un certo clima di ostilità causando danni all’autostima in coloro che data la fragilità emotiva si sentivano maggiromente colpiti. Ciò è evidenziato anche da alcune tra le maggiori associazioni professionali di medici e psicologi che sottolineano, semmai ce ne fosse bisogno, come il trattamento, anche se indiretto, dell’omosessualità come malattia non possa condurre a nessun beneficio per l’individuo. Tutte affermazioni che chiunque che possa vantare una sana elasticità mentale non può non condividere. Sperando che alla Apple lo capiscano in tempo.

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Scritto da il 21.03.2011 alle 12:57
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